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Il Brasile prepara un decreto che potrebbe vietare i casinò online
La misura prenderebbe di mira i prodotti da casinò lasciando invariati scommesse sportive e accordi di sponsorizzazione, anche se la maggior parte dei marchi autorizzati opera in entrambi i segmenti.

Il governo brasiliano sta preparando un decreto provvisorio che potrebbe vietare i giochi da casinò online, secondo quanto riportato da G3 Newswire. La misura arriva mentre cresce la pressione del presidente Luiz Inacio Lula da Silva sul mercato delle scommesse del Paese.
Il divieto proposto riguarderebbe specificamente i prodotti da casinò e non avrebbe effetti sulle scommesse sportive o sugli accordi di sponsorizzazione. Tuttavia, la maggior parte degli operatori autorizzati in Brasile offre sia casinò sia scommesse sotto lo stesso marchio.
Il Brasile conta attualmente 188 operatori autorizzati. Nel 2025 il settore ha generato 1,95 miliardi di dollari in tasse e commissioni di licenza per il governo.
Decisione attesa dopo il ritorno di Lula dall'Assemblea generale dell'ONU
Il decreto dovrebbe essere discusso dopo il ritorno di Lula dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il 23 settembre 2026 indicato come possibile data per un avanzamento della proposta.
Il settore avverte sui rischi legali e sulle perdite di entrate
I rappresentanti del settore hanno dichiarato che i prodotti da casinò rappresentano circa il 75 per cento dei ricavi del comparto. Hanno avvertito che un divieto potrebbe provocare ricorsi legali, ridurre le entrate fiscali e limitare la capacità degli operatori di finanziare sponsorizzazioni sportive.
Il mercato regolamentato delle scommesse in Brasile è stato avviato solo all'inizio del 2025, dopo anni di lavoro legislativo per creare un sistema di licenze. Limitare il segmento dei casinò così poco tempo dopo il lancio rappresenterebbe un cambiamento significativo nell'approccio del governo al settore.
La misura prenderebbe di mira i prodotti da casinò lasciando invariati scommesse sportive e accordi di sponsorizzazione, anche se la maggior parte dei marchi autorizzati opera in entrambi i segmenti.
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