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Un tribunale brasiliano ripristina provvisoriamente l’autorizzazione alle scommesse di CDA Gaming

La decisione del TRF-3 riguarda Casa de Apostas, Betsul e Jogo Online, ma si applica solo a CDA Gaming e lascia in vigore il divieto generale di scommesse in Brasile.

Una giudice del Tribunale regionale federale della terza regione del Brasile (TRF-3) ha ripristinato provvisoriamente l’autorizzazione di CDA Gaming a operare scommesse a quota fissa, secondo notizie giuridiche e di settore brasiliane.

La giudice federale d’appello Adriana Pileggi ha emesso l’ordinanza il 3 novembre. Il provvedimento riguarda la società dietro Casa de Apostas, Betsul e Jogo Online e sospende gli effetti della Misura provvisoria n. 1.394/2026 sulla sua autorizzazione. 

La decisione ordina inoltre il ripristino dei domini e dei servizi operativi, finanziari e di pagamento necessari all’attività autorizzata. Resta efficace fino a una sentenza definitiva nel procedimento principale o a un’ulteriore ordinanza del tribunale.

Costo della licenza e certezza del diritto al centro del ricorso

CDA Gaming ha contestato la cessazione anticipata di un’autorizzazione valida fino al 31 dicembre 2029. Secondo le notizie sul caso, la società ha pagato 30 milioni di R$ per tale autorizzazione.

La giudice ha messo in discussione il breve periodo di attuazione e l’assenza di disposizioni per rimborsare i pagamenti delle licenze o compensare gli operatori coinvolti. La motivazione ha affrontato anche la certezza del diritto, la ragionevolezza e la proporzionalità, considerati gli investimenti effettuati sulla base di un’autorizzazione a durata determinata.

La decisione è arrivata dopo un ricorso contro il precedente diniego di tutela cautelare da parte di un tribunale federale di São Paulo. Quel tribunale aveva dato priorità all’interesse pubblico di proteggere le persone dai danni legati al gioco rispetto agli argomenti della società sulla certezza del diritto. 

La misura si applica soltanto a CDA Gaming

L’ordinanza non annulla il divieto a livello nazionale né ripristina i permessi degli altri operatori. CDA Gaming resta soggetta ai requisiti regolamentari applicabili e alla vigilanza governativa.

Si tratta inoltre di una misura provvisoria, non di una decisione definitiva sulla legalità delle restrizioni governative. La controversia più ampia prosegue quindi nonostante la tutela temporanea ottenuta dalla società. 

Il ripristino dell’autorizzazione legale non conferma di per sé che tutti i siti e i servizi di pagamento coinvolti abbiano ripreso pienamente l’attività. L’attuazione richiede che le parti interessate diano esecuzione all’ordinanza.

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