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Tribunale di Curaçao conferma il divieto di cessione dei crediti nei termini dei casinò

Un tribunale di Curaçao ha stabilito che gli operatori di gioco possono vietare legalmente ai giocatori di cedere i propri crediti a terzi, come fondi di recupero crediti.

The Joint Court of Justice of Curaçao ha emesso una decisione provvisoria sulle richieste presentate dal fondo SBGOK e da due singoli giocatori contro il titolare della licenza Gaming Services Provider, che concede in sublicenza la propria licenza di Curaçao a diversi casinò online. Il tribunale ha stabilito che il divieto di cedere crediti a terzi, previsto nei termini e condizioni degli operatori, è legittimo, osservando che il pagamento a un soggetto terzo impedisce all'operatore di verificare l'effettivo destinatario dei fondi. Il tribunale ha inoltre stabilito che tale restrizione non può essere aggirata incaricando un terzo di riscuotere il debito per conto del giocatore.

Cinque giocatori avevano ceduto al fondo i propri crediti nei confronti degli operatori, mentre altri due stanno portando avanti i loro casi in modo indipendente, con importi che vanno da diverse migliaia a decine di migliaia di dollari. Il tribunale ha inoltre ritenuto validi i termini e condizioni degli operatori, affermando che una funzione dedicata al download dei termini non è richiesta dalla legge. Ciò contrasta con un caso separato relativo a Usoftgaming N.V., nel quale lo stesso tribunale aveva annullato un accordo con l'utente perché l'operatore non era riuscito a dimostrare che i giocatori potessero salvare una copia dei termini.

La decisione rafforza la possibilità per gli operatori di limitare contrattualmente la cessione dei crediti ai sensi della legge di Curaçao, con il potenziale effetto di limitare in futuro l'uso di fondi terzi o agenzie di recupero crediti come strumento per i giocatori che cercano di recuperare somme contestate da operatori con licenza di Curaçao.

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