Brazil bans igaming · 1h ago · 4 min di lettura
IBJR e ABRAJOGO affermano che il divieto sulle scommesse in Brasile potrebbe accelerare la migrazione verso operatori illegali e creare miliardi di perdite fiscali e passività legate alle licenze.
Il Brasile potrebbe perdere tra R$58 miliardi e R$73 miliardi di entrate fiscali tra il 2027 e il 2030 se il divieto sul gioco online spingesse una quota maggiore delle scommesse verso il mercato illegale, secondo una stima del settore citata dal Brazilian Institute for Responsible Gaming.
L'avvertimento arriva dopo che il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato la Provisional Measure No. 1,394 il 25 settembre, vietando l'operatività, l'offerta, l'intermediazione e la pubblicità delle scommesse a quota fissa, incluse le scommesse sportive e i giochi da casinò online.
IBJR e la Brazilian Association of International Gaming Operators and Suppliers, ABRAJOGO, hanno entrambe criticato la misura e chiesto controlli più severi contro gli operatori illegali invece della chiusura del mercato regolamentato.
Gli operatori illegali rappresentano già fino al 44% delle scommesse
IBJR ha basato il proprio avvertimento su una ricerca di LCA Consultoria che utilizza dati dell'Instituto Locomotiva.
La ricerca stima che le piattaforme illegali rappresentino già tra il 38% e il 44% dell'attività di scommesse online in Brasile. Secondo l'analisi, questa quota potrebbe aumentare ulteriormente se i clienti che attualmente utilizzano operatori autorizzati passassero a piattaforme offshore dopo la chiusura del mercato regolamentato.
A seconda dell'entità di questa migrazione, lo studio stima perdite cumulative di entrate fiscali comprese tra R$58 miliardi e R$73 miliardi dal 2027 al 2030.
Le cifre sono proiezioni commissionate o citate da operatori del settore e non previsioni ufficiali del governo. Dipendono da ipotesi sul futuro comportamento dei giocatori, sulla crescita del mercato illegale e sulla quantità di domanda che rimarrà dopo il divieto.
IBJR sostiene inoltre che i clienti che passano a operatori senza licenza perderebbero le protezioni richieste nel mercato regolamentato, tra cui verifica dell'identità, monitoraggio delle transazioni, autoesclusione e controlli sul gioco responsabile.
I costi delle licenze potrebbero generare ulteriori controversie legali
Le associazioni hanno inoltre espresso preoccupazioni per gli investimenti già effettuati dagli operatori autorizzati.
Le aziende entrate nel mercato regolamentato brasiliano hanno sostenuto spese per licenze, personale locale, tecnologia, infrastrutture di compliance, accordi di sponsorizzazione e altri costi operativi prima dell'introduzione del divieto.
IBJR stima che la potenziale esposizione del governo legata ai soli pagamenti delle licenze sia di almeno R$2,55 miliardi.
Questa cifra non rappresenta un importo che il Brasile abbia accettato di rimborsare. La misura provvisoria del governo non prevede automaticamente il rimborso delle licenze, mentre operatori e associazioni di settore stanno valutando ricorsi legali contro il brusco cambiamento del quadro normativo.
ABRAJOGO prepara un'azione legale
ABRAJOGO sostiene che il divieto crea incertezza per le aziende che hanno preso decisioni di investimento basandosi sul sistema federale di licenze introdotto prima dell'attuale proibizione.
L'associazione afferma che l'impatto va oltre gli operatori di scommesse e coinvolge dipendenti, fornitori tecnologici, partner di marketing, sponsor e altre imprese collegate al settore regolamentato del gioco.
ABRAJOGO intende proseguire le discussioni con il governo e il Congresso, perseguendo al tempo stesso opzioni legali per difendere le autorizzazioni e gli investimenti esistenti.
Entrambe le associazioni sono favorevoli al mantenimento di un mercato regolamentato con controlli più severi contro gli operatori non autorizzati, anziché a un divieto totale.
La loro posizione contrasta con la decisione del governo di chiudere il settore autorizzato, il che significa che l'impatto economico finale dipenderà dal fatto che la misura provvisoria superi l'esame del Congresso e della magistratura e dall'efficacia con cui le autorità riusciranno a limitare le piattaforme illegali.
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